23 Febbraio 2012

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Cedolare secca sulle locazioni abitative (dl. 14/03/2011 n. 23 art. 3) nuovo regime facoltativo
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Cedolare secca sulle locazioni abitative (dl. 14/03/2011 n. 23 art. 3) nuovo regime facoltativo

Art. 3 dl. 14/03/2011 n 23: nuova imposta (facoltativa) che sostituisce quelle attualmente dovute sulle locazioni ad uso abitativo (imposta di registro, bollo, irpef e relative addizionali)
E´ stata introdotta a partire dal 2011 la "cedolare secca sugli affitti" (articolo 3 del dlgs 23/2011). È un regime facoltativo e si applica in alternativa a quello ordinario. Si tratta di un´imposta che sostituisce quelle attualmente dovute sulle locazioni a uso abitativo, ossia imposta di registro, bollo, Irpef e relative addizionali. I contribuenti che scelgono la nuova tassazione sostitutiva possono consultare tutte le informazioni necessarie nella seguente sezione: Versamento imposta sostitutiva (cedolare secca) registrazione contratto di locazione.
La cedolare secca, in pratica, sostituisce:
l´Irpef e le relative addizionali
l´imposta di registro
l´imposta di bollo.
E ancora:
l´imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione
l´imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto
Attenzione: resta comunque l´obbligo di versare l´imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.
Parliamo di un nuova tipologia di tassazione dei canoni d´affitto a cui si può ricorrere in alternativa all´Irpef e alle relative addizionali se si possiedono degli immobili dati in affitto a scopo abitativo. In questo caso, si applica al canone d´affitto un´aliquota del 21%, o del 19% nel caso in cui l´immobile sia in un comune a canone concordato (vale a dire con alta densità abitativa o scarsità di immobili locabili).

Il regime della cedolare secca interessa solamente le persone fisiche, mentre non possono aderirvi le imprese e i lavoratori autonomi.
Per optare per la cedolare secca, è possibile ricorrere al modello 69 oppure al modello Siria, il Servizio Internet di Registrazione dei contratti per Immobili usati come Abitazione.

Il modello può essere presentato all´Agenzia delle Entrate solo via internet e va utilizzato per la registrazione del contratto con la cedolare secca, solamente nel caso in cui si tratti di semplici contratti di locazione, quindi senza altre pattuizioni, si prevedano un numero massimo di tre locatori e di tre conduttori e un´unica unità abitativa e soltanto nel caso in cui tutti gli immobili vengano censiti con una attribuzione di rendita.

I proprietari che vorranno avvalersi della nuova normativa dovranno comunicare all´affittuario di rinunciare al diritto di richiedere l´adeguamento del canone (comprese variazioni su base Istat).

Informatevi dal vostro commercialista quale regime è a voi più consono e noi saremo a vostra disposizione per indicarvi come procedere all´applicazione di questo nuovo regime.


CAPIAMO MEGLIO DI COSA SI TRATTA

Agli oltre due milioni di proprietari italiani che danno immobili in affitto viene da oggi offerta un nuova modalità di imposizione fiscale dei canoni dŽaffitto, che può essere scelta in sostituzione dellŽIrpef e delle relative addizionali. La nuova norma prevede lŽapplicazione di unŽaliquota fissa che equivale al 21% del reddito da locazione (aliquota che riguarda il 90% degli immobili in affitto in Italia); questa può scendere al 19% qualora si tratti di un immobile in un comune con affitto concordato (per alta densità abitativa o mancanza di immobili da affittare).

Come e quando compilarla
Chi ha già un contratto dŽaffitto in corso può applicare la cedolare secca nel modello 730 o nel modello Unico 2012, versando, entro il 16 giugno, lŽacconto dellŽ85% e avvisando, al contempo, lŽinquilino di aver scelto questa modalità di imposizione fiscale: pertanto, rinuncia alla possibilità di aggiornamento del canone dŽaffitto, comprese eventuali variazioni sulla base dei parametri Istat.

Chi, invece, al 7 aprile non aveva ancora registrato un nuovo contratto di locazione può farlo entro il 6 giugno, scegliendo tra il modello 69, cartaceo, o il modello Siria, Servizio Internet per la Registrazione di contratti per quegli Immobili utilizzati come Abitazione: questo modello può essere inviato solamente attraverso il sito dellŽagenzia delle Entrate. In entrambi i casi, comunque, va versato lŽacconto dŽimposta.

Come capire se conviene
LŽintroduzione della nuova normativa è stata salutata da molti con favore, visto che in diversi casi implicherà tassazioni più vantaggiose per chi affitta casa, anche ciò se non è vero per tutti i proprietari.
Per capire se questa conviene o meno bisogna confrontare le aliquote fisse (21 o 19%) con lŽaliquota Irpef applicata al contribuente. Mentre la cedolare va applicata su tutto il canone, lŽIrpef ha deduzioni forfettarie (il 15% sullŽaffitto di mercato, il 40,5% sullŽaffitto concordato). Inoltre, anche se impedisce futuri aumenti di canone, la cedolare assimila cinque altre imposte: imposta di bollo, imposta di registro (ma non restituisce quelle già versate), lŽIrpef e le sue addizionali, regionali e comunali.
A ben vedere, la cedolare secca conviene a chi ha unŽaliquota superiore al 23% (oltre 15mila euro) e affitta con canone libero: se è concordato, è conveniente solo a partire dal terzo scaglione (oltre il 27%). Solo quando lŽaliquota sul reddito è sostanziosa le tassazioni fisse della cedolare saranno una scelta fruttuosa per il proprietario dellŽimmobile.

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